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EMILIO VEDOVA (1919-2019) Arte, didattica, impegno civile

In collaborazione con Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Emilio Vedova nella sua aula dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, 1981, ph. Graziano Arici

EVENTO POSTICIPATO IN DATA DA DEFINIRSI

 

In occasione del centenario della nascita del grande artista veneziano l’Accademia di Belle Arti di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Vedova, organizza un convegno per presentare al pubblico e alle nuove generazioni il lavoro del maestro veneziano nella complessità dell’intreccio fra il fare arte e insegnarla, avendo  piena consapevolezza della responsabilità di un artista nella società del suo tempo. Le giornate in cui si articola il convegno hanno lo scopo di mettere in luce i diversi aspetti del lavoro di Vedova, grazie ai contributi di studiosi, storici, artisti e filosofi.

Una prima sessione è dedicata alla ricognizione del suo lavoro artistico, in particolare rivolta agli anni della formazione, al contesto veneziano e alla relazione con la critica. Una seconda sessione si focalizzerà sia sulla concezione e la pratica dell’insegnamento di Vedova, sia sugli anni della sua vicinanza a Luigi Nono. Il compositore sarà ricordato anche da un concerto nel chiostro dell’Accademia a chiusura della prima giornata. Una terza sessione, sabato mattina, riprende la questione dell’impegno dell’artista, per provare a coglierne la ricchezza sul piano del linguaggio formale e dell’elaborazione critica propria e altrui, in rapporto alle sue esperienze nazionali ed internazionali, e considerando le ricadute in ambito filosofico.  A coronamento del convegno, per gentile concessione della Fondazione Vedova, è prevista la proiezione del film documentario di Tomaso Pessina “Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio”, con Toni Servillo (2019).

L’influenza di grandi figure del passato, da Tintoretto a Goya, il confronto con la storia e l’ambiente della città di Venezia, con i linguaggi delle avanguardie e l’acuta sensibilità verso le ricerche artistiche a lui coeve sono elementi fondamentali del particolarissimo gesto/segno di Vedova. Nel maestro veneziano però la soluzione formale non è mai disgiungibile dalla riflessione sulla condizione umana, dal conseguente impegno etico e civile, grazie anche a un incessante confronto con moltissimi artisti, studiosi e storici di fama internazionale, nonché con scrittori e poeti fra i maggiori del secolo scorso (Babel, Majakovskij, Garcia Lorca) e del suo tempo (Rafael Alberti, Allen Ginsberg, solo per nominarne alcuni).  I loro versi diventano stimoli per un dialogo che non è mai da intendere in termini illustrativi, ma interpretativi, per generare “un’altra angolatura con rimandi reciproci”.  Vedova incontrerà lungo questo sentiero il compositore Luigi Nono, dalla cui collaborazione nasceranno opere che non erano pensate per “rimanere a mezza strada”, come annota lo stesso Vedova.

Il radicalismo che ha caratterizzato la ricerca quanto l’atteggiamento e la vita dell’artista veneziano, era il modo per dare espressione “al corpo vivo delle contraddizioni d’oggi”. Per questo la trasmissibilità e la comunicazione del proprio lavoro erano inscindibili dal compito educativo. Per Emilio Vedova, nato in una famiglia di modeste condizioni, l’acquisizione di sapere è stata un percorso sofferto quanto fortemente voluto. Appassionato lettore e frequentatore delle grandi biblioteche cittadine, si educava prima di tutto a ‘sentire’ quel che veniva acquisendo dai libri, trasponendolo artisticamente in una propria visione del mondo. L’autodidatta Vedova sarebbe diventato un grande insegnante di livello internazionale: durante i reiterati soggiorni americani, alla Sommerakademie di Salisburgo, infine all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha insegnato per oltre un decennio. L’attività didattica è stata spesso l’occasione per generare sperimentazioni collettive che hanno portato ad esiti, anche dal punto di vista espositivo, di grande originalità, con lo scopo di fare “dell’allievo non un fatto passivo, ma promuovere in lui relazioni, critica”.  I linguaggi della pittura, della scultura, per non parlare dell’importantissima produzione grafica e della rilevanza visiva della parola, erano tutt’uno con l’attenzione che l’artista riservava all’utilizzo della fotografia (dal collage alla gigantografia), dei filmati e delle proiezioni luminose, come nello straordinario Spazio/Plurimo/Luce del 1967. Questa inesausta capacità di produrre, animare, riflettere per Vedova non può essere disgiunta dalla passione civile, dal senso di una “protesta”, che non è mai da confondere con posizioni meramente ideologiche.
 

PROGRAMMA
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili


Venerdì 15 novembre

Ore 10.00 – 13.00
Saluti istituzionali
Avv. Fabio Moretti (Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia)
Prof. Giuseppe La Bruna (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia)

Introduzione
Prof. Riccardo Caldura (Accademia di Belle Arti di Venezia)
Relatori
(in ordine alfabetico):
Prof. Giulio Alessandri (Accademia di Belle Arti di Venezia); Prof.ssa Giovanna Cassese (Accademia di Belle Arti di Napoli); Prof. Sileno Salvagnini (Accademia di Belle Arti di Venezia); Prof. Nico Stringa (Università di Cà Foscari).

Ore 14.30 – 17.00
Relatori (in ordine alfabetico):
Prof. Nicola Cisternino (compositore, docente Accademia Belle Arti di Venezia); Prof. Fabrizio Gazzarri (artista, docente Accademia di Belle Arti di Brera, direttore Fondazione Vedova); Sig.ra Nuria Schönberg Nono (Fondazione Archivio Luigi Nono); Prof. Toni Toniato (già Direttore Accademia di Belle Arti di Venezia); Prof. Luigi Viola (artista, già docente Accademia di Belle Arti di Brera e di Venezia).

Ore 17.15
Concerto nel chiostro dell’Accademia.
Regia e spazializzazione del suono: Alvise Vidolin
Luigi Nono
, Omaggio a Vedova, (per nastro magnetico, 4’28”)
Marino Zuccheri, Parete ’67. Per Emilio Vedova (per nastro magnetico, 30’)*
*Composizione su nastro realizzata da Marino Zuccheri (Istituto di Fonologia della Rai di Milano) su materiali sonori di Luigi Nono per lo Spazio/Plurimo/Luce di Emilio Vedova all’Expo di Montreal (1967).

Sabato 16 novembre


Ore 10.00-12.00
Relatori (in ordine alfabetico):
Prof. Riccardo Caldura (Accademia di Belle Arti di Venezia); Prof. Massimo Donà (Facoltà di Filosofia-Università Vita e Salute San Raffaele, Milano); Dr. Nicola Gasparetto (Direttore Cittadella della Cultura di Lendinara, RO); Dr.ssa Laura Lorenzoni (Vice direttrice Galleria dello Scudo, Verona; curatore associato e ricerca scientifica Vedova De America, Skira 2019).
 
Ore 12.15
Aula Magna
“Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio” (2019). Regia di Tomaso Pessina, con la partecipazione di Toni Servillo. Video d’archivio inediti e letture da Pagine di diario di Emilio Vedova. Prodotto da Twin Studio per Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.


Ufficio stampa
ANNA ZEMELLA
041 5208493 - 335 5426548

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