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Presentazione del libro Jheronimus

di Gloria Vallese

Grafica di copertina: Martin-Emilian Balint 

Martedì 4 giugno 2019, ore 16.30
Aula Magna Accademia di Belle Arti di Venezia
sede centrale Dorsoduro 423 Zattere
Ingresso libero fino esaurimento posti

 

Intervengono:

Luana Zanella
Presidente Accademia Belle Arti di Venezia

Giuseppe La Bruna
Direttore Accademia Belle Arti di Venezia

Gloria Vallese
Autrice
Docente di Storia dell'Arte dell'Accademia Belle Arti di Venezia

Lidia Panzeri
Giornalista, collaboratrice del Gazzettino, corrispondente del Giornale dell’Arte

Carlo e Andrea Mazzanti
Editori 

Studenti e Docenti

Seguirà aperitivo

 

In forma ibrida tra saggio e fiction, Jheronimus racconta il ‘giallo’ del Fondaco dei Tedeschi a Venezia, luogo di raduno della potente comunità dei mercanti transalpini, distrutto da un incendio nella notte tra il 27-28 gennaio 1505. 
La Serenissima decreta di rifarlo ‘presto e bellissimo’, e indice un concorso. Il 19 giugno 1505, dichiara vincitore, con il suo modello, un architetto raccomandato dalla comunità germanica: ‘uno delli suoi, nominato Hieronymo, homo intelligente et practico’. 
Ma quando, due anni dopo, il nuovo Fondaco è ultimato (quello che ancor oggi vediamo), Hieronymo non è più della partita: anzi, la sua sparizione dalla scena costituisce ad oggi un non risolto giallo storico.
Che fine ha fatto ‘Hieronymo Thodescho’? 

Ma soprattutto, chi era veramente? Gli storici dell’architettura non sono finora riusciti a rispondere a questo interrogativo, un vero enigma: un edificio di questa importanza affidato a un architetto che non si riesce a identificare, e che peraltro, pur avendo presentato alla Signoria il modello dichiarato vincente, in definitiva non costruisce nulla, soppiantato dall’architetto veneziano che fin dall’inizio gli era stato affiancato come secondo.
In queste pagine è Jheronimus Bosch, l’artista olandese celebre per gli Inferni e le scene di Tentazioni, a raccontare in prima persona l’intera vicenda: il suo incontro con l’ambasciatore veneziano nei Paesi Bassi, l’arrivo a Venezia, il suo coinvolgimento nel progetto nel quadro di una manovra diplomatica a livello europeo.  Con la Serenissima impegnata da una parte a gratificare l’imperatore Massimiliano I e la potente comunità transalpina di mercanti e banchieri, dall’altra a mantenere la propria discrezionalità sull’edificio, che si affaccia su un punto particolarmente visibile del Canal Grande. 

E la sorpresa di un finale amaro…

 

 

Gloria Vallese (n. 1954). Laureata al D.A.M.S.  di Bologna con una tesi in Semiotica, relatore Umberto Eco, nel 1999 è stata tra i fondatori del Corso di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, primo del suo genere in Italia, di cui è stata coordinatrice dal 2009 al 2018. 
Vive e lavora a Venezia, dove è docente di Elementi di Iconografia e Iconologia presso l’Accademia di Belle Arti. 
Nell’ambito delle ricerca storico-artistica, ha pubblicato indagini sul tema della follia e la medicina morale in Leonardo, Bosch, Bruegel, e sull’iconografia astronomica nell’arte medievale, con particolare riferimento all’arte veneziana del ‘2-300.
Ha sviluppato ricerche  nel campo delle Digital Humanities, con esperimenti di applicazione delle Visual Face Recognition nell’esame di dipinti antichi, cura di mostre d’arte contemporanea, sviluppo di rassegne dedicate al videogame e alle sue applicazioni museali (giornate di studi “L’Arte è in Gioco”, San Servolo 2015 e 2016). 
Ha sperimentato forme di presentazione interattiva di contenuti scientifici rivolte al grande pubblico (mostra Stelle e Viaggi. MIUR-Accademia di Belle Arti di Venezia, Magazzino del Sale 3, 2016,
www.stelleeviaggi.org.)
La vicenda narrata in queste pagine presenta in forma fictional gli sviluppi più recenti di ricerche sperimentali con la tecnologia della Visual Face Recognition, condotte dal 2013 in collaborazione con il ricercatore statunitense Bob Schmitt.

 

 

Pagina Facebook di Jheronimushttps://www.facebook.com/Jheronimus-581852378960609/