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Accademia

Comunicazioni istituzionali


GIANLUCA GIUSTO (IN COLLABORAZIONE CON ELISA SARTORI), CASTRAZIONE - SABATO 15 DICEMBRE DALLE ORE 18:00


 

 

 

Sabato 15 dicembre, dalle ore 18,

Gianluca Giusto,  con la collaborazione di Elisa Sartori, presenta una performance dal titolo Castrazione. Una grande membrana, che si disegna in una forma fallica, si deforma lasciando intravedere, di volta in volta, oggetti che il performer recide dalla struttura tagliando il lattice di cui è composta.

La castrazione rimanda al taglio degli organi della riproduzione, all'interruzione violenta di una continuità che collega ciò che è stato a ciò che sarà attraverso l'essere vivente che, appunto, riceve e a sua volta consegna. Un taglio, quello della castrazione, che separa il soggetto evirato da una storia comune e dal suo possibile sviluppo, spegnendo di fatto entrambi entro i margini di un vissuto individuale. Castrare è quindi l'esercizio del controllo sui possibili sviluppi di un patrimonio di possibilità trasmissibili, interrompendone volontariamente la consegna. 

 

 

 

ANITA FERRO MILONE, SABBIE MOBILI - VENERDÌ 14 DICEMBRE DALLE ORE 18:00


 

 

Venerdì 14 dicembre, dalle ore 18,


Anita Ferro Milone proporrà una performance nel corso della quale cucirà se stessa all'interno dei propri abiti, fino a limitare al minimo qualsiasi movimento, rendendo dunque impossibile continuare l'azione stessa.


Sabbie mobili, questo il titolo della performance, riflette sul processo entropico che accompagna il fare in un sistema non in relazione. Ogni punto cucito limiterà progressivamente la possibilità di proseguire il proprio compito, fino a giungere all'immobilità. 

 

 

FRANCESCA PIOVESAN, TRASFERIMENTO - GIOVEDÌ 13 DICEMBRE DALLE ORE 18:00


 

Giovedì 13 dicembre, dalle ore 18, 

Francesca Piovesan, in linea con l'approccio laboratoriale e di ricerca che ha guidato la presenza dell'Accademia di Venezia alla 1st VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK, ha scelto di trasferire, per il breve tempo di una performance, il suo abituale spazio di lavoro nella sala C12 di Palazzo Bembo. La macchina fotografica, gestita dalla giovane artista friulana per mezzo di un telecomando, è l'abituale compagna di ogni fase della produzione di questa autrice, e anche qui l'accompagnerà nel processo che la vedrà trasferire dei segni da una stoffa ad un'altra stoffa, esclusivamente per mezzo del suo corpo e della sua pelle. 

Il passaggio da un luogo di lavoro sicuro e intimo a uno pubblico, il passaggio di un segno da una superficie ad una seconda superficie: quel che emerge con forza da questo parallelismo è l'impossibilità di compiere il "passaggio al di là" in modo definitivo. Ogni passaggio, ogni trasferimento, consegna il trasferito ad un diverso contesto, mutandolo. Francesca sembra proporre l'esistenza stessa, in questo processo-opera che volutamente non conclude, come un trans-ferre che non trova mai uno stabile "di là", uno stabile luogo di partenza. Il corpo dell'artista, dunque, tenta di prodursi come mezzo e via, e quindi come solo luogo concreto, che il trasferito abita nel suo trasferirsi. Forse le cose che vanno non stanno mai realmente in nessun luogo: a meno di non intendere  come luogo il loro stesso andare e il corpo come luogo, come paesaggio. 

 

 

I VIDEO DEGLI STUDENTI DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA A PALAZZO BEMBO - DA DOMENICA 9 A SABATO 15 DICEMBRE


 

da domenica 9 a sabato 15 dicembre, dalle ore 18:00,

nella sala C12 di Palazzo Bembo, sono visibili i seguenti video:

Ginger, di Giuseppe Abate,
è un'animazione realizzata disegnando e cancellando velocemente sul medesimo foglio, in una sorta di performance della quale lo spettatore può conoscere esclusivamente il risultato in forma, nel contempo, di documento e opera, in alterità con il principio di immanenza e di immaterialità del prodotto che accompagna abitualmente questa disciplina;

Conversazioni, di Giada Guidetti e Silvia Bonazzi,
è un dialogo tra le due performer reso impossibile dall'atto di immergere a turno il volto in una vasca d'acqua. Quel che si vede, quindi, è un rito svuotato di senso dove l'assenza dei contenuti viene colmata solo da una sorta di coreografia povera e annoiata;

Falsi nodi, di Marta Del Fabbro,
è il documento di un'azione performativa svolta da Samanta Cinquini e Elisa Sartori sotto la regia della giovane autrice. Due donne intrecciano stoffe, dapprima lentamente, poi in modo frenetico. Le trecce, nel farsi dell'azione, vengono lavate dalle due donne con del liquido rosso. Le trecce si sviluppano in un cerchio che porterà le due figure ad incontrarsi, ponendo fine al crescendo che accompagnava l'azione fin dalle prime fasi. Il commento musicale è di Andrea Sanson.

Azioni minime #1, di Alice Pozzoli,
è una sequenza di gesti semplici, quotidiani, realizzati davanti a una videocamera. L'autenticità si infrange sullo schermo della proiezione, sulla consapevolezza dell'autrice di consegnarsi allo sguardo dello spettatore, ma è è proprio questo fallimento che avvia la riflessione che, su questo limite, tenta di edificare una maggiore consapevolezza nell'uso dell'"artificio" come mezzo e via del vero.

Mehulj, di Agnes Pesec,
è, ancora una volta, una forma di documentazione. Quel che mostra è una "macchina inutile" realizzata dalla stessa autrice: una sorta di giostra meccanica dove chi sale può entrare in contatto con elementi propri a stagioni diverse. Agnes ha usato la performance per documentare quest'opera, abbandonando il proprio corpo immobile al moto della macchina prodotto da un motore.

 

PERFORMANCE DI ANDREA GROTTO - DOMENICA 9 DICEMBRE DALLE ORE 18:00


 

Domenica 9 dicembre, dalle ore 18:00,

Andrea Grotto proporrà una performance nel corso della quale costruirà un complesso spazio che, nel suo assumere forma, lo isolerà dagli spettatori e dallo spazio circostante.
Luce all'interno e buio all'esterno, bianco all'interno e nero all'esterno, come a ribadire ulteriormente i perimetri di ciò che solo riuscendo a definirsi chiaramente può qualificarsi e qualificare. 
La stube, a cui il titolo di questa performance rimanda, è una stanza di legno costruita al fine di avere la minor dispersione possibile di calore, al punto che la stufa che riscalda l'ambiente viene alimentata dall'esterno. Definire chiaramente il perimetro, chiudere ogni varco, isolare, significa sopravvivere alle condizioni ambientali, creando armonia tra interno ed esterno, tra corpo e mondo. Un corpo che si espande modificando il mondo, pulsando nella sua forma simbolica, ridefinendo l'idea di ambiente proprio dichiarando, di volta in volta, i confini del soggetto e dell'oggetto. Confini che, in stube di Grotto, divengono concreti nelle linee di luce che disegnano le geometrie prodotte dall'isolamento. Un isolamento che assume forma identitaria, ecologica nel suo senso più vero; dove si sfida il fuoco perimetrandolo all'interno di una stanza di legno; dove le fessure di luce, che inducono a guardare all'interno, ci propongono un'alterità necessaria alla stessa esistenza.

 

 

 

INSTALLAZIONE DI GIULIA DE GIOVANELLI - DOMENICA 9 DICEMBRE DALLE ORE 18:00


 

Da lunedì 10 a sabato 15 dicembre, 

Giulia de Giovanelli sarà presente, nella sala C12 di Palazzo Bembo, con una installazione che prevede la proiezione su vetro di sessanta respiri, raccolti dalla giovanissima autrice nel corso delle ultime settimane, e proposti in forma di video-animazione.

60 è il titolo di questa particolare riflessione che Giulia ci invita a compiere sull'essenza di ciò che il corpo rappresenta nel suo lasciar traccia. Le forme che disegnano i respiri sul vetro si susseguono senza mostrare mai il corpo che le ha prodotte, collocandosi esse stesse come corpi. Come se ogni impronta si imponesse soprattutto come memoria di una relazione, come testimonianza dell'impossibilità dell'esistenza, se non nel suo continuo moltiplicarsi prodotto dall'incontro con il mondo.

 

 

PERFORMANCEDI CRISTIANO MENCHINI - SABATO 8 DICEMBRE


 

 

Sabato 8 dicembre, a partire dalle ore 16:30

Cristiano Menchini presenta una performance nel corso della quale impasterà più di 50 chili di materiale, per poi lasciar crescere il composto sul proprio corpo per diverse ore. 
L'impasto che nutre è misurato nella previsione di sazietà, ma cosa misura l'impasto se l'impastare viene inteso come l'incontro di due corpi, come un "corpo a corpo"? Corpo impastante e corpo impastato si accolgono reciprocamente lottando, per disciplinarsi a vicenda. Azione, fino allo sfinimento. Poi la stasi. Ore interminabili dove il gesto muta in un controllo immobile, a favorire il destino disegnato unendo in un'unica cosa diverse sostanze. Le due fasi della performance sono chiaramente evocate nel titolo: "padre-madre".

 

 

L'ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA È PRESENTE ALLA 1ST VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK


 

 

L'Accademia di Belle Arti di Venezia è presente alla 1st VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK, che si svolgerà a Palazzo Bembo dall'8 al 15 dicembre 2012.

Nella sala C12, al primo piano dello splendido edificio quattrocentesco, si alterneranno le performance, i video e le installazioni di alcuni giovani artisti studenti nella storica istituzione veneziana. 

Il filo conduttore che lega l'insieme delle proposte non è la centralità della pratica performativa nella ricerca dei giovani autori coinvolti, quanto il senso che questa pratica assume nell'intreccio con le altre tecniche e discipline che determinano il loro percorso formativo.

 

 

L'OPERA PARLA, PUNTA DELLA DOGANA - MARINA MANFREDI: L'OPERA DI SIGMAR POLKE -


L'opera di Sigmar Polke

L'opera di Sigmar PolkeMercoledì 5 dicembre a Punta della Dogana, ore 17
"Il dubbio" nella ricerca artistica contemporanea.
con Marina Manfredi, docente di Storia dell'arte contemporanea, di Storia dell'arte moderna e di Letteratura artistica, Accademia di Belle Arti di Venezia.

 

 

 

 

Palazzo Grassi e il comitato scientifico di Punta della Dogana presentano un ciclo di appuntamenti d'arte contemporanea alla scoperta delle opere di artisti delle mostre dei due musei, realizzato con la collaborazione di professori e docenti dell'Università Ca' Foscari, dello IUAV di Venezia e dell'Accademia di Belle Arti.

L’Opera parla consiste in una serie di incontri in mostra, nell’una o nell’altra sede espositiva, secondo il programma e l’argomento trattato. Pensato come un viaggio a puntate che ogni mercoledì alle ore 17 viene proposto a tutti i visitatori di Palazzo Grassi o Punta della Dogana, il ciclo si configura come la prima reale piattaforma di scambio interdisciplinare tra gli studenti e i docenti dei tre atenei veneziani, tra università e città.

L’Accademia di Belle Arti si propone, con la propria partecipazione a L’Opera parla di favorire il confronto fra gli studenti delle Istituzioni di Alta Cultura attraverso il dialogo con l’Opera d’Arte Contemporanea. Il contributo dell’Accademia intende produrre una serie di riflessioni che adottino prospettive molteplici, coinvolgendo competenze e linguaggi che consentano di evidenziare esperienze e metodologie didattiche differenti. 

 

L’ingresso è gratuito per tutti gli studenti degli Atenei dell’Università di Ca’ Foscari, dello IUAV di Venezia e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.