Mostra: Worse Than Ivy
Inaugurazione:
sabato 16 maggio 2026, ore 18
Apertura al pubblico:
dal 17 maggio al 20 giugno 2026
mer-ven 16-20, sab-dom 11-20
Padiglione 36, Forte Marghera, Venezia
Ingresso libero
Worse Than Ivy: a Forte Marghera una mostra collettiva internazionale con studenti provenienti da Venezia, Dresda e Vienna per il programma Erasmus+ BIP
L’Accademia di Belle Arti di Venezia presenta Worse Than Ivy, una mostra collettiva internazionale che riunisce 37 studenti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, dalla Hochschule für Bildende Künste di Dresda e dalla Universität für Angewandte Kunst di Vienna.
Il progetto nasce nell’ambito del programma Erasmus+ BIP e costituisce il primo capitolo di un ciclo triennale di collaborazione internazionale tra istituzioni europee, fondato sullo scambio artistico, curatoriale e culturale tra studenti e docenti provenienti da differenti contesti geografici e disciplinari.
Worse Than Ivy si sviluppa come uno spazio di ricerca condivisa in cui la pratica artistica si articola attraverso una lettura triangolare tra arte, scienza e relazione, aprendo il processo creativo a prospettive multiple prima della sua traduzione in forma visiva. Al centro della mostra emerge una riflessione sull’identità contemporanea, intesa come processo relazionale in continua trasformazione.
La mostra raccoglie un corpus eterogeneo di opere che attraversano diversi linguaggi e pratiche artistiche contemporanee: dalle installazioni ambientali alla pittura, dalla scultura fino ai linguaggi video e multimediali, con l'impiego di materiali e tecniche differenti realizzati dagli studenti delle tre istituzioni coinvolte.
Il concept curatoriale prende avvio da una critica alla struttura arborea del pensiero occidentale, contrapponendovi il concetto di rizoma elaborato da Gilles Deleuze e Félix Guattari: una struttura decentrata, non gerarchica e molteplice. Il rizoma è stato approfondito anche nella sua dimensione biologica, grazie al contributo delle lezioni della microbiologa Judith Ascher-Jenull dell’Università di Innsbruck, ampliandone la lettura tra metafora e osservazione scientifica. A questo immaginario si affianca quello dell’edera, intesa come crescita per contatto, adesione ed espansione laterale, capace di attraversare e connettere spazi differenti.
La mostra è il risultato di una co-curatela internazionale coordinata dalla prof.ssa Julia Landrichter docente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, insieme a Univ. Lect. Mag. Silke Geppert dell’Universität für angewandte Kunst di Vienna e al prof. Christian Sery della Hochschule für Bildende Künste di Dresda, con il contributo di Giulia Tombolato, ex partecipante al progetto Erasmus che proseguirà il suo percorso come Meisterschülerin, e inaugura un programma triennale itinerante, nel quale ogni istituzione partner svilupperà annualmente un progetto curatoriale autonomo, contribuendo alla costruzione di una piattaforma di confronto, produzione e trasformazione artistica condivisa.
Il progetto si sviluppa inoltre come esperienza di didattica condivisa e collaborazione interdisciplinare all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Gli studenti veneziani coinvolti sono stati selezionati dai quattro atelier di pittura della sede di Giudecca 2 mentre nell’ambito del corso di Tecniche di modellazione digitale 3D, il prof. Matteo Ballarin ha sviluppato un modello digitale tridimensionale a supporto della didattica da remoto e della progettazione espositiva condivisa. Il layout promozionale ed editoriale della mostra nasce invece dalle proposte elaborate dagli studenti del corso del prof. Stefano Marotta: il progetto selezionato è quello di Antonella Caprera, studentessa del Biennio di Nuove Tecnologie dell’Arte, scelto per la capacità di restituire visivamente la complessità e l’ampiezza concettuale del progetto.
La mostra è stata preceduta da una settimana di workshop internazionale dal 10 al 16 maggio 2026 tra gli spazi di Forte Marghera e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, durante la quale studenti e docenti hanno condiviso momenti di produzione, allestimento e confronto attraverso visite alla Biennale di Venezia, alle Gallerie dell’Accademia e alle sedi dell’Accademia veneziana.
Il programma ha incluso inoltre un incontro con l’artista e docente dell’Accademia Arthur Duff e il coordinamento degli spazi espositivi di Forte Marghera a cura del prof. Stefano Mancini.
Artisti partecipanti:
Hochschule für Bildende Künste, Dresda
Sofía Antoniadou, Robin Bassiner, Rhiona Cardwell, Yevheniia Fedosova, Tom Freitag, Michael Glabiszewski, Albert Gouthier, Irina Jank, Carlotta Kiebler, Stefan Kovacevic, Annina Münch, Mihyeon Park, Yelyzaveta Piven, Nina Vanadzeì
Universität für angewandte Kunst, Vienna
Peter Bitte, Anastasiia Fashchevska, Birgit F., Klemens Hegen, Lisa Martha Janka, Junming Luo, Mira Prohaska, Agnes Schyberg, Šimon Varaus, Ma-El Weiher
Accademia di Belle Arti di Venezia
Paola Bianco, Elisa Besozzi, Eva Carlan, Sara Cecconi, Elisabetta Dal Pozzolo, Filippo Locatelli, Francesco Martini, Anna Michelin, Anissa Rosaj, Kristina Svärd (Erasmus), Giulia Tombolato, Vinicio Tronca, Dolores Verdicchio