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 Accademia di Belle Arti Venezia

Dottorati di ricerca

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AVVISO CAMBIO SEDE LECTIO MAGISTRALIS


Si avvisano gli interessanti che la Lectio Magistralis del professore Franco La Cecla, Venerdi 30 gennaio ore 10.00, diversamente da quanto annunciato, si terrà nella Sede Centrale dell'Accademia di Belle Arti di Venezia,  Aula Magna, stesso orario


Lectio Magistralis di Franco La Cecla


Arte e Antropologia a confronto 
Lectio Magistralis di Franco La Cecla

Luogo: Ex chiesa di Santa Marta 
Data: venerdì 30 gennaio 2026 
​Ore: dalle 10,00 

Per l'inaugurazione del corso di Dottorato di ricerca del XLI ciclo (II ciclo AFAM) dell’Accademia di Belle Arti di VeneziaOPENSPACE – Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee  il professor Franco La Cecla terrà una Lectio Magistralis dedicata alla relazione tra arte e antropologia.

Docente di Arte e Antropologia presso l’Università IULM di Milano, formatosi nelle Scienze Umane e nell’antropologia alla scuola di Carlo Doglio, Giorgio Raimondo Cardona e Ivan Illich, ha insegnato in numerose università italiane e internazionali, tra cui Catania, Bologna, Milano, Berkeley, Barcellona, Ginevra e Parigi.Nei suoi lavori affronta il tema dell’organizzazione dello spazio contemporaneo, indagando la tensione tra localismo e globalizzazione, con particolare attenzione alle soglie e ai confini tra le culture, nonché all’architettura e alle forme dell’abitare nelle società occidentali moderne. Accanto all’attività di antropologo e scrittore, La Cecla è anche film-maker e regista documentarista.

Negli ultimi decenni si è andato infittendo rapporto tra arte e antropologia. Non solo sempre più artisti hanno utilizzato temi, soggetti, metodi legati all’antropologia, ma è avvenuto anche il contrario, gli antropologi hanno cominciato ad espandere la dimensione soggettiva del loro lavoro. Questi prestiti incrociati sono stati accompagnati da vere e proprie metamorfosi, artisti diventati del tutto antropologi e antropologi fattisi artisti. Questa trasformazione è stata anche una vera e propria rivoluzione dei musei di arte contemporanea e dei musei etnografici. Molto spesso a dirigere musei antropologici sono stati chiamati curatori di arte come è successo in Italia per il caso del Mao di Torino e del Muciv di Roma. A tutto ciò si aggiunge la critica decoloniale che ha svolto un ruolo di grande innovazione nel trattare le opere che ci giungono da mondi post-coloniale e la grande scoperta degli artisti provenienti da mondi indigeni. Alla base di parecchie di queste trasformazioni c’è la sempre più frequente pratica di ricerche che stanno alla base della creazione di opere e l’uso di metodologie di ricerca proprie al mondo dell’antropologia.


Franco La Cecla: è nato (1950) e cresciuto in Sicilia, ha studiato tra Palermo, Venezia, Bologna e Berkeley. E’ stato l’obiettore di coscienza  al sistema militare e come tale ha prestato servizio civile per due anni. Si è formato alle Scienze Umane e all’antropologia alla scuola di Carlo Doglio, Giorgio Raimondo Cardona e Ivan Illich. Ha insegnato antropologia in università italiane e straniere, Catania, Bologna, Milano, Berkeley, Barcellona, Ginevra, Parigi..

Ha pubblicato  diversi saggi e libri tra cui “Perdersi, l’uomo senza ambiente”(Laterza), Il malinteso, antropologia dell’incontro”(Laterza,) “Contro l’urbanistica”(Einaudi), “Mente locale, antropologia dello spazio”(eleuthera), “Modi Bruschi, antropologia del maschio”,(Eleuthera) “Essere Amici”(Einaudi),  Ha curato con Francesca Nicola il Manuale di Antropologia “Culture in viaggio” per Zanichelli. Il suo documentario “In altro mare” ha vinto il San Francisco Film Festival nel 2010. E’ autore del documentario “E’ assurdo per un bianco essere in Africa”. Ha messo in scena e interpretato “Lasciami, ignoranza dei congedi” ( Mantova, Lodi, Casale Monferrato, Torino, Palermo, Enna, Ragusa) e “Il nonno del sarto” (castello di Rivoli) . Ha organizzato varie mostre e festival, “Creola”, “Bruce Chatwin in Afghanistan”, “Perfetti e Invisibili, l’immagine dell’infanzia nella pubblicità”, “Pregare , un esperienza umana”. Attualmente insegna allo IULM di Milano “Arte e Antropologia”.  Suoi nuovi testi: “Tradire i sentimenti”, Einaudi e con Anna Castelli, “Scambiarsi le arti”, Bompiani, Il Paradigma indigeno ( tra arte e antropologia), Meltemi 2025, Somigliare agli autentici, Virgilio, danza e antropologia, Cronopios, 2025. Con Virgilio Sieni ha concepito “Gitanjali”, una coreografia cin i giardinieri dei giardini storici Moghul a New Delhi(2024).


Erica Garbin. Nuove interpretazioni nel Duomo di Udine


Inaugurata giovedì 11 dicembre 2025, ore 17.00 nella sede  Battistero – Museo del Duomo, Cattedrale di Udine la mostra Erica Garbin. Nuove interpretazioni nel Duomo di Udine  ideata e curata da Maria Beatrice Bertone

L’esposizione mette in dialogo opere tessili contemporanee e manufatti storici del Museo: tecniche, decori e simboli diventano varianti di ispirazione e interpretazione, generando nuove forme, oggetti e installazioni capaci di attivare riflessioni e sensazioni legate ai ritmi del sacro e alle trasformazioni del territorio nel tempo.

Il progetto si  sviluppa nell’ambito del Dottorato di ricerca Open Space dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, con borsa di studio cofinanziata da TBA21–Academy (Thyssen-Bornemisza Art Contemporary).

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Inserita nelle attività del Museo del Duomo.

si può visitare a Udine dal 12 dicembre 2025 – 14 febbraio 2026

Le opere tessili di Erica Garbin sono arte contemporanea, un atto consapevole di costruzione di un tessuto che risignifica la tradizione e la reinventa. Nel Museo del Duomo sembrano aver trovato un luogo ideale per esprimere sé stesse, stabilendo una relazione di rimandi, tra Storia e storia, tra Memoria e memoria e tra lavori tessuti da artigiani e da mani femminili. L’artista sviluppa un movimento ambivalente: verso la profondità del suo essere donna, friulana, nuova tessitrice, consapevole della propria pratica artistica nella contemporaneità; e poi sulla superficie, nella quale affiora con la tessitura ogni intima sensibilità” testo critico di Liliana Fracasso, docente e coordinatrice del Dottorato Open Space


Tra il visibile e l’invisibile: sulla dissoluzione del gesto coreografico, del corpo, del tempo e dello spazio


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE -Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee - ospiterà l'artista italiano Emanuele Soavi

Incontro con Emanuele Soavi

Luogo : sede centrale – aula 22
Data: 11 dicembre 2025
Ora: dalle 14.00 alle 16.30



L’idea del "sopravvivere e rimanere visibili" – in maniera individuale e collettiva, come artisti e come esseri umani – è una delle domande che viene messa al centro dell’incontro, specificatamente in relazione al rapido mutare dell’idea del corpo e delle sue capacità, in una società che oggi viene sempre più condizionata dai media e dalle tecnologie digitali. Ripercorrendo alcuni dei lavori coreografici creati negli ultimi anni, in questo incontro, i soggetti Corpo - Tempo - Spazio, inseriti contestualmente in questi molteplici processi di trasformazione e trattati sotto forma di frammenti, di immagini e fonti letterarie, si rivelano ancora validi protagonisti per nuove possibili strategie di interpretazione in cui comprendere queste molto spesso inaspettate alterazioni. Nel contesto di prospettive sociologiche, storiche, scientifiche ed estetiche, anche la rivalutazione della nozione del ricordo, della memoria e dell’istinto, sarà qui di aiuto per un confronto personale sulla natura stessa del teatro e soprattutto per quella del ruolo di essere autore, coreografo e performer. Un dialogo per interrogarsi, insieme ai partecipanti, sul rapporto tra il mondo (circostante) e l’idea di quale siano i possibili nuovi modelli artistici di un “corpo performativo” che a volte viene considerato entità superata, e che è invece da rivedere in una prospettiva futura.


Emanuele Soavi, inizia la sua carriera di danzatore in Italia per poi raggiungere in Germania il Ballett Dortmund e successivamente la compagnia olandese Introdans, dove lavora tra gli altri con Jiri Kylian, Hans van Manen, William Forsythe e Mats Ek. Dal 2006 è coreografo freelance e firma lavori tra gli altri per il Gärtnerplatztheater di Monaco di Baviera, l ´Oper Köln, il Theater Aachen, la MM Dance Company di Reggio Emilia, e per le università di Colonia, Essen, Zurigo e Rotterdam. Nel 2012 riceve il premio di miglior interprete e per la coreografia dalla SK Stiftung Città di Colonia e fonda, sempre a Colonia, l'ensemble EMANUELE SOAVI INCOMPANY dedicando particolare attenzione alla collaborazione tra istituzioni e scena libera indipendente, nonché a quella tra artisti provenienti da discipline e stili diversi. La EMANUELE SOAVI INCOMPANY è presente in numerosi festival - Germania, Francia, Italia, Irlanda, Croazia, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Svizzera, Spagna, Corea del Sud e Bielorussia - ha creato co-produzioni con la Kölner Philharmonie, Oper Köln, Duisburger Philharmoniker, Händel-Festspiele Halle, Korzo Theatre L'Aia, LOFFT Lipsia, Tanzhaus NRW Düsseldorf, Fundació Antoni Tàpies Barcellona, Musée d'Art Moderne De la Ville de Paris, Max Ernst Museum Brühl. Da ultimo riceve nel 2025 per il documentario sulla produzione “The Day I became a Cloud” filmato dal Regista HansJörg Thurn, il premio Miglior Documentario al TIFF Film-Festival di Toronto, insieme ad essere nelle Official Selection dei Film-Festival di Tokyo, New York, Seattle, Sydney, Ierapetra. https://emanuelesoavi.de


Auto-etnografia, pratiche riflessive e progetto art based research


Nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee 

Incontro con Lilian Fracasso

Luogo: Santa Marta
Data: martedì 4 novembre 2025
Ora: dalle 10,00 alle 13,00


L’incontro si svolge  a conclusione del primo anno del I ciclo di dottorato Open Space e intende ripercorre, in un dialogo con i dottorandi, alcuni aspetti costitutivi del percorso e dell’approccio art-based-research proposto dal programma. Si argomenta l’importanza della pratica riflessiva nella ricerca-creazione e nella pratica artistica accademica e didattica e si presentano esempi di processi creativi e casi studio, alcuni tratti dall’esperienza diretta della relatrice. Si propone un esercizio pratico di organizzazione dei contenuti di un progetto di ricerca-creazione e si discute il “tra” di certi metodi di lavoro: tra dati empirici e progetto artistico, tra pensiero e sentimento, tra dimensione estetica ed epistemica della ricerca, tra esperienza personale ed esperienza culturale.


Liliana Fracasso, ha studiato architettura nel Politecnico di Milano, specializzata allo IUAV-Scuola PVS, Dottorato di ricerca in Geografia  Univerdidad de Barcelona, dal 2021 è docente presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, Scuola NTA, insegna Progettazione Multimediale 1 e 2 nei Corsi di Diploma Accademico I livello e II livello, Dipartimento di Progettazione e Arti applicate. Coordinatrice del programma di Dottorato Open Space. Membro della rete internazionale iberoamericana di artisti e ricercatori HOLOSC(I)UDAD(E). Ha diretto e partecipato in diversi progetti di ricerca in Colombia e in ambito internazionale iberoamericano, tra cui Sentido de lugar e inclusión socioespacial en barrios vulnerables (SENSCLUSION) Ministerio de Ciencia e Innovación de España, cod. PID2021-123255OB-I00. Pubblica su temi che intrecciano ricerca, pratiche artistiche intermediali in rete e collaborative, urbanistica e geografia umana.


Rai FVG "Sentieri dell'arte da Venezia alla Dalmazia": focus Dottorato Open Space


"L'Arte che diventa Scienza: la ricerca nelle Belle Arti"

Sul sito Radio Rai FVG nel programma radiofonico "Sentieri dell'arte da Venezia alla Dalmazia" diretto da Paola Bonifacio, mercoledì 29 ottobre alle ore 13.30 on line si trasmette la puntata dedicata all’Accademia di Belle Arti di Venezia sul tema "L'Arte che Diventa Scienza: La Ricerca nelle Belle Arti". (https://www.rai.tv/dl/portali/site/page/Page-2331f91a-cc95-4c68-87d7-67c9afd83529.html)  La trasmissione sarà poi disponibile in RaiPlay Sound Sentieri dell’arte. Il programma radiofonico dedicherà alcune puntate alle Scuole di Dottorato in Italia. Nella trasmissione intervengono il Direttore dell’Accademia, prof. Riccardo Caldura, la Coordinatrice del Dottorato Open Space prof.ssa Liliana Fracasso e la dottoranda Erica Garbin (http://www.sedefvg.rai.it/dl/portali/site/programmi/PublishingBlock-09091aa7-e62c-4e2e-9fd6-44195372802d.html?prog=ContentItem-a09adbdb-e26d-4d8a-9238-10274ad218cd)


Sul concetto giapponese di Ma e la sua relazione con l'arte, l'architettura e la cultura occidentale contemporanea


Incontro con la dottoranda Agnieszka Leszczyńska-Mieczkowska in visita all'Accademia di Belle Arti di Venezia 

L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE -Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee - ospiterà la dottoranda Agnieszka Leszczyńska-Mieczkowska artista interdisciplinare e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Gdańsk (Danzica) in Polonia per un confronto sui temi inerenti il suo percorso di ricerca.

Incontro con Agnieszka Leszczyńska-Mieczkowska (in presenza e online)
Luogo: Ex Chiesetta di Santa Marta
Data: Venerdì 24 ottobre 2025
Ora: Dalle 10 alle 12
Teams: incontro con Agnieszka Leszczyńska-Mieczkowska | Partecipazione alla riunione | Microsoft Teams

L'argomento è il concetto giapponese di “Ma” - l'intervallo, la pausa e il potenziale del vuoto - come ponte tra arte e architettura. Attingendo dalla sua ricerca e dalla sua pratica artistica, l'autrice presenterà come il Ma si manifesti come esperienza spirituale e spaziale nella cultura giapponese attraverso rituali, cerimonie del tè, calligrafia, arti marziali e architettura, nonché come possa ispirare il pensiero progettuale contemporaneo. La presentazione includerà esempi di oggetti d'arte site-specific, ricerche di viaggio in Giappone e riflessioni sul Ma come concetto interdisciplinare che collega l'arte, la natura e la presenza umana.


Agnieszka Leszczyńska-Mieczkowska, nata nel 1978. Laureata in Storia dell'Arte all'Università di Danzica e all'Accademia di Belle Arti, dove ha completato, sotto la guida del Prof. Jacek Dominiczak, studi post-laurea in progettazione architettonica dialogica basata su pratiche artistiche interdisciplinari. Designer e artista è fondatrice e direttrice creativa di “Art in Architecture Studio & Gallery”. All'Accademia tiene corsi sulla progettazione architettonica attraverso la lente dell'arte. Crea oggetti artistici, sotto lo pseudonimo di AINA, che interpretano il concetto giapponese di Ma nel contesto concettuale dell’architettura. Nella sua arte esplora il rapporto surreale tra esseri umani, architettura e natura. La sua pratica combina il lavoro artistico e di progettazione con attività curatoriali e promozionali per artisti, attingendo alla sua formazione nel campo dell'educazione espositiva e musicale. Il team di “Art in Architecture Studio & Gallery” integra l'arte nell'architettura e nel design, creando opere site-specific concepite per luoghi particolari. Combina il lavoro artistico con la ricerca all'interno della Scuola di Dottorato dell'Accademia di Belle Arti di Danzica.


In mostra: Mermaid’s Purse nel Treehouse NDSM ad Amsterdam


INAUGURAZIONE :  18 settembre 2025.
 

Le dottorande Erica Garbin, Sveva Crisafulli e Amanda Paganini, candidate del programma di dottorato OPENSPACE presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono state selezionate per esporre il loro lavoro inedito Mermaid’s Purse nella mostra internazionale ART PARK III: INTO THE WATER, ospitata da Treehouse NDSM ad Amsterdam. L’inaugurazione si terrà il 18 settembre 2025.

Informazioni sulla mostra
La mostra, a cura di Esther Kin con la direzione artistica di Mulan Go, sarà visitabile dal 18 settembre al 12 ottobre 2025 e presenterà i lavori di 11 artisti e artiste locali e internazionali. Il progetto espositivo affronta il tema dell’innalzamento dei livelli del mare e le sue conseguenze sul futuro dell’Europa, in particolare della città di Amsterdam.

Concept dell’opera
Mermaid’s Purse - nata nei laboratori del corso di Dottorato (I ciclo) -  è un’installazione che intreccia fantascienza femminista, ecofemminismo e narrazione speculativa per immaginare futuri anfibi segnati dall’acqua e dalla trasformazione del corpo. Elemento centrale è una scultura in resina semitraslucida che richiama l’uovo di razza marina, ingrandito fino alla scala di un neonato umano e collocato su un cuscino di raso azzurro. La superficie, umida e vascolare, evoca tessuti placentari e rimanda a un immaginario al tempo stesso intimo e disturbante. Attraverso il contrasto tra materiali delicati (raso, tulle, tonalità pastello) e riferimenti corporei – fluidi, sangue, mutazione – l’opera mette in discussione le estetiche tradizionalmente femminilizzate e propone la mostruosità come forza generativa e politica.

Per maggiori informazioni
Collettivo Tufanika: https://tufanika.art
Mostra ART PARK III: INTO THE WATER : https://www.treehousendsm.com/agenda/art-park-iii-into-the-water


LUOGO, CORPO, LUCE


Seminario-laboratorio condotto da Fabrizio Crisafulli


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE -Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee ospiterà il seminario-laboratorio condotto dall'artista Fabrizio Crisafulli.

Luogo: Ex Chiesa di Santa Marta
Data: 8 e 9 settembre 2025
Orario: dalle ore 9,30 

Il seminario-laboratorio si svolgerà in due giornate consecutive (totale 16 ore).
Le lezioni frontali, le mattine dell’8 e del 9 (4 + 4 ore) riguarderanno i diversi modi nei quali i tre elementi indicati nel titolo - luogo, corpo e luce - possono interagire tra loro nella creazione di uno spettacolo teatrale.
Il workshop nei due pomeriggi dell’8 e del 9 (4 + 4 ore) esplorerà concretamente, attraverso il lavoro nello spazio dell’ex Chiesa di Santa Marta, alcune delle questioni affrontate durante le lezioni: in particolare, il luogo inteso come elemento generativo, la luce come fattore strutturante del lavoro, il performer come presenza relazionale profonda e reattiva rispetto alle condizioni che via via il lavoro proporrà. Nella costruzione delle azioni verranno impiegati, nello spazio oscurato, le attrezzature dell’aula e una serie di torce elettriche.    

Prima giornata
lezione frontale (4 ore)
workshop (4 ore)

Seconda giornata
lezione frontale (4 ore)
workshop (4 ore)

Fabrizio Crisafulli
è regista teatrale e artista visivo, con base a Roma. È autore o coautore di spettacoli dei quali, oltre la regia, cura generalmente lo spazio e il progetto luci. É anche autore di installazioni. Svolge la propria attività internazionalmente. Nel 2015 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Performance Design dall’Università di Roskilde (Danimarca). Ha insegnato per 35 anni nelle Accademia di Belle Arti Italiane. Svolge un’intensa attività pedagogica e laboratoriale in università ed istituzioni teatrali, in Italia e all’estero.
La più recente delle monografie dedicate al suo lavoro è: N. Tomasevic (a cura di), Place, Body, Light. The Theatre of Fabrizio Crisafulli, 2011-2022, Artdigiland, Dublino, 2023.
Tra le sue pubblicazioni: Luce attiva. Questioni della luce nel teatro contemporaneo, Titivillus, Corazzano (PI), terza edizione 2024; Il teatro dei luoghi. Lo spettacolo generato dalla realtà, Artdigiland, Dublino, 2015.
http://www.fabriziocrisafulli.org
 


Research Catalogue Managing Officer (Society for Artistic Research)


Incontro con Daniele Pozzi


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE -Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee ospiterà on-line l’incontro con Daniele Pozzi artista del suono e ricercatore con sede a Graz, in Austria.

Microsoft Teams https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MzUyMzBkNDYtYzQxNC00MWRmLThhMGItYmIzMGI0Zjg3MzQy%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22aa94ccc6-8b00-46fa-884f-94843c21b2af%22%2c%22Oid%22%3a%2277b01532-ace3-4fcb-b567-376b1c34f5ec%22%7d
mercoledì 18 giugno
dalle 10,30 alle 12,30


Il Research Catalogue (RC) è una piattaforma per la ricerca artistica sviluppata dalla Society for Artistic Research (SAR). RC offre diversi strumenti di supporto all'attività di ricerca come archivi multimediali individuali, editor online, framework di collaborazione ed opportunità di pubblicazione che facilitano la diffusione e condivisione di progetti di ricerca artistica. L'utilizzo di RC è libero e gratuito per i singoli artisti / ricercatori. Questo incontro offre una panoramica della piattaforma, con un focus sul suo utilizzo nel contesto di percorsi di studi dottorali, e opportunità di condivisione della propria ricerca artistica.


Daniele Pozzi, MA Assistente universitario per la ricerca artistica, Research Catalogue Managing Officer (Society for Artistic Research)
https://societyforartisticresearch.org/team/daniele-pozzi
https://www.gmpu.ac.at/universitaet/kollegium/wissenschaftlich/180
https://www.danielepozzi.com/


Cartografie critiche e geopoetica. Ricerca basata sulle arti: dalla sperimentazione alla co-elaborazione


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee, ospiterà l’incontro e dialogo con Lilian Amaral e Marcos Umpierrez, moderato da Liliana Fracasso

Lilian Amaral 
Luogo: on-line
Data: lunedì 9 giugno 2025
Ora: dalle 14,30 alle 17,30


La ricerca basata sulle arti o Arts-Based Research (ABR) è un metodo di ricerca che utilizza processi artistici e creativi per comprendere ed esprimere esperienze e conoscenze. Questo approccio si differenzia dalla ricerca scientifica tradizionale in quanto privilegia la soggettività e l'esperienza del ricercatore e dei partecipanti.
Nel campo delle cartografie, la dimensione della geopoetica è connotata concettualmente da un modo di fare cartografie critiche e spazializzazione di informazioni situate. Queste si presentano come dispositivi che visualizzano i processi socio-spaziali emergenti e conformazioni di mondi più che umani, resi invisibili da logiche consensuali. In tal senso, riferimenti teorici e pratiche si intrecciano per presentare esperimenti concettuali e artistici impegnati a produrre altre cartografie e modi di vedere il mondo. Queste metodologie, di conseguenza, sono sempre aperte a nuove proposte, che possono emergere poiché valorizzano non solo i risultati dello studio, ma anche i processi e le deviazioni che sorgono lungo il percorso.


Lilian do Amaral Nunes / Lilian Amaral: Artista visiva multidisciplinare, ricercatrice e curatrice internazionale nel campo dell'arte pubblica relazionale nel contesto iberoamericano: arte, tecnologia ed ecoilogia per un'esistenza multispecie https://diversitas.lch.usp.br/catedranomada | https://www.espai214.org/holos/ Dottorato (2010) e Master (2000) presso la Scuola di Comunicazione e Arti dell'Università di San Paolo e l'Università Complutense di Madrid (2000/2010). Post-dottorato in Arte, Scienza e Tecnologia presso l'IA/UNESP (2013). Post-dottorato in Arte e Cultura Visiva presso il PPG FAV/UFG e l'Università di Barcellona/ES (2014). Le sue opere sono presenti in collezioni di musei e spazi pubblici in Brasile e all'estero. Leader del gruppo di co-ricerca e co-creazione in arte, scienza e tecnologia nella rete iberoamericana HolosCi(u)dad(e) / MediaLab UFG BR. Ricercatrice e docente ospite presso il PPGHDL / DIVERSITAS USP. Dirige l'Osservatorio sull'Educazione al Patrimonio e la Rete Internazionale sull'Educazione al Patrimonio (International Network on Heritage Education) nel contesto latinoamericano www.oepe.es/ https://oepe.es/personas/ . Il suo approccio di ricerca si concentra sulle relazioni tra pratiche artistiche, artivismo, ecosistemi poetici e ambientali, co-ricerca e reti di co-creazione contemporanee. Ricercatrice e docente ospite del PPGEAHC dell'UPMackenzie, SP.


Marcos Umpierrez
Luogo: on-line
Data: lunedì 9 giugno 2025
Ora: dalle 14,30 alle 17,30


Le pratiche artistiche collaborative che affrontano la crisi idrica da una prospettiva geopoetica integrano linguaggi tecnologici, metodologie partecipative e uno sguardo critico sui territori in emergenza. Attraverso la creazione collettiva in rete, la sperimentazione sonora e l'uso di piattaforme digitali, si intrecciano spazi di incontro che attivano memorie, affetti e conoscenze situate. In queste esperienze, la dimensione tecnica non si riduce a un mezzo strumentale, ma diventa un asse costitutivo della ricerca e della creazione: la tecnica struttura i modi di relazione, definisce forme di presenza e configura dispositivi di ascolto e produzione collaborativa. L'appropriazione critica delle tecnologie - dagli strumenti di telepresenza ai linguaggi di codifica visiva e sonora - consente di abilitare nuove forme di co-ricerca, dove i processi tecnici sono anche processi sensibili, pedagogici e politici. Queste forme di fare producono un'estetica dell'ascolto e della copresenza remota, in cui l'acqua è concepita come territorio simbolico e politico, capace di articolare resistenze e forme di fare in comunità. La collaborazione transdisciplinare tra artisti, ricercatori e comunità rende possibili forme di abitare la crisi ecologica, generando azioni e narrazioni che mettono in discussione le logiche estrattive e promuovono una cultura della cura, con la tecnica come campo di invenzione situato.


Marcos Umpiérrez, uruguaiano, ha conseguito un Master in Arte e Cultura Visiva presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università della Repubblica dell'Uruguay (UDELAR). È professore a contratto e coordina l'Area dei Linguaggi Computerizzati e la Laurea in Arte Digitale ed Elettronica. È professore a contratto nella Laurea in Comunicazione e Design Visivo, corso di studi condiviso dalla Facoltà di Architettura, Design e Urbanistica e dalla Facoltà di Arti dell'UDELAR, con partecipazione attiva in comitati di laurea e tesi. La sua ricerca articola arte, tecnologia e attivismo, con enfasi sulle pratiche collaborative e territoriali legate all'acqua e all'ambiente. Dal 2018 fa parte di HOLOSCI[U]DAD[E], una piattaforma internazionale di ricerca nell'arte e nella tecnologia che promuove esperienze performative, interattive e multisensoriali in rete. Ha pubblicato in congressi e riviste internazionali e ha esposto il suo lavoro in America Latina e in Europa, collegando l'arte con l'attivismo ambientale. Oltre al suo lavoro accademico, ha partecipato a mostre, performance e progetti in Uruguay, Cile, Argentina, Colombia, Brasile, Spagna e Italia, affrontando tematiche legate all'arte digitale elettronica e all'ambiente. È noto per il suo attivismo in difesa dell'acqua, del territorio e dell'ambiente, essendo membro dell'Assemblea per l'acqua del fiume Santa Lucía in Uruguay .


Intorno allo spazio. Interazioni arte-architettura / SPAZIANDO TRA ARTE ARCHITETTURA E PAESAGGIO. Saggi di incrocio disciplinare con obiettivi teorico-progettuali ispirati ad un’architettura delle relazioni.


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee, ospiterà l’incontro e dialogo, in modalità mista, con i professori Jorge Ramos Jular e Renato Bocchi, moderato da Liliana Fracasso. Parteciperanno al dialogo dottorande e dottorandi di diverse università  invitati per un dibattito a proposito dei metodi e delle tematiche di intersezione tra arti, architettura, territorialità e sociale.

Intorno allo spazio. Interazioni arte-architettura

Jorge Ramos Jular
Luogo: incontro on-line su Microsoft Teams  ID riunione: 376 920 542 996 0 Código de acceso: 9Gv6je2F
Data: mercoledì 11 giugno 2025
Ore: dalle 10,30 alle 13.00


Si ritiene che l’insegnamento dell’architettura non debba limitarsi alla propria tradizione per comprendere la nozione di spazio. A partire dalla seconda metà del XX secolo, si è assistito a un progressivo intensificarsi delle interferenze tra l’architettura e altre discipline artistiche, le quali hanno cercato di incorporare aspetti legati alla funzionalità, all’interiorità dell’edificato e all’assenza di centro caratteristica delle composizioni su larga scala.In questo contesto si colloca il lavoro del Gruppo di Ricerca dell’Università di Valladolid, nato con l’obiettivo di approfondire le categorie spaziali tanto in architettura quanto nelle arti visive, con particolare attenzione alle esperienze delle post-avanguardie emerse a partire dagli anni Sessanta del Novecento.L’approccio proposto si distingue per l’integrazione di strumenti propri dell’analisi, della progettazione e della rappresentazione architettonica nello studio di pratiche artistiche affini, al fine di esplorarne le dimensioni tridimensionali e spaziali da una prospettiva meno convenzionale. Tale impostazione intende offrire un contributo teorico-metodologico innovativo nell’ambito della ricerca artistica contemporanea.


Jorge Ramos Jular  Architetto, Professore PhD, E.T.S.A.Valladolid, Coordinatore del Gruppo di Ricerca ESPACIar. Univesità di Valladolid (Spagna)


SPAZIANDO TRA ARTE ARCHITETTURA E PAESAGGIO. Saggi di incrocio disciplinare con obiettivi teorico-progettuali ispirati ad un’architettura delle relazioni.

Renato Bocchi
Luogo: aula 8 Sede Centrale
Data: mercoledì 11 giugno 2025
Ore: dalle 10,30 alle 13.00


“Il mio intervento, in collegamento e in dialogo con la ricerca Espaciar degli amici e colleghi di Valladolid, vuol toccare per veloci sintesi alcuni temi di ricerca che personalmente ho frequentato negli ultimi anni e che nascono da un’attitudine volutamente e rischiosamente inter-disciplinare, ma sempre con finalità di approccio critico a favore di una possibile teoria del progetto: del progetto dello spazio architettonico, dello spazio urbano, del paesaggio, delle relazioni socio-urbanistiche”.

I blocchi tematici proposti, in stretta relazione con le ricerche del gruppo Espaciar, sono i seguenti:
1.  I rapporti tra lo studio dei fenomeni fisici (scienze fisiche) e la progettazione dello spazio architettonico, con riferimento alle esperienze di alcuni artisti contemporanei spagnoli, in particolare dell’artista-architetto Juan Navarro Baldeweg e dello scultore Eduardo Chillida.
2. I rapporti tra l’interpretazione e il progetto dello spazio “vuoto” nella scultura di Chillida e Oteiza e le esperienze di “arte dello spazio pubblico urbano e del paesaggio”.
3. L’interazione del fruitore e dei suoi movimenti negli spazi architettonici, espositivi e di installazione artistica, con riferimento ai rapporti tra architettura d’interni e arti visive e performative


Renato Bocchi è stato professore ordinario di Composizione architettonica e urbana all’Università Iuav di Venezia fino al 2019, ove è stato direttore del Dipartimento di progettazione architettonica tra il 2006 e il 2009. Attualmente è membro del dottorato Iuav e di quello di Architettura, Teorie e Progetto della Sapienza Università di Roma. Il suo principale campo di ricerca riguarda i rapporti fra architettura, arte, città e paesaggio. Il suo libro più recente: Spazio arte architettura. Un percorso teorico, Carocci, Roma 2022. 


Proiettarsi nella materia e nella tecnica: metodi e questioni aperte


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee, ospiterà l’incontro con Elena Giulia Rossi, studiosa della Net-Art, curatrice, fondatrice della piattaforma online Arshake, docente e autrice.

Incontro con  Elena Giulia Rossi
Luogo: Ex Chiesetta di Santa Marta
Data: Mercoledì 4 giugno 2025
Ora: Dalle 14 alle 16


Quali sono le sfide quando ci si trova di fronte a materialità e tecnologie intessute di intelligenze ibridate, a volte anche con interessenze di poteri politici ed economici? Come riconquistare una visione multi-prospettica nell’evoluzione di un mondo dove arte, vita, tecnologia, ma anche interessi economici e ripercussioni ambientali sono ormai intrecciate in un’unica matassa?L’incontro è concepito in tre momenti:

1. argomentazione dell’incontro (1h)

2. confronto con il pubblico, gli studenti e le studentesse (15’)

3. confronto uno ad uno con dottorandi e dottorande, in relazione ai loro singoli progetti, con la possibilità di condividere la loro ricerca per discuterne alla luce delle argomentazioni trattate (40’)


Elena Giulia Rossi è nata e vive a Roma. Dopo aver vissuto, studiato e lavorato a Chicago per tre anni (199-2003), è tornata in Italia per approfondire la sua ricerca nell’arte contemporanea, dove i suoi interessi l’hanno condotta in ambiti trasversali e transdisciplinari, al crocevia tra biologia, tecnologia e scienza. In questi percorsi si sono intrecciate le sue esperienze lavorative, tra pratica e teoria, con musei, gallerie, riviste e quotidiani, con la piattaforma online Arshake (www.arshake.com), che ha fondato nel 2014 e che tutt’oggi dirige, e con l’attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove insegna, come docente ordinario, Teorie delle arti multimediali. È autrice di Archeonet. Viaggio nella storia della net/web art e suo ingresso nei musei tradizionali (Lalli Editore, Siena 2003) e di Mind the Gap. La vita tra bioarte, arte ecologica e post internet (postmedia, Milano, in corso di pubblicazione 2020).

ALLEGATI

Perché fare arte? L’impatto dell’arte sul territorio attraverso la lente dell’antropologia


L’Accademia di Belle Arti di Venezia ospita Marco Maria Zanin, artista e dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA – Instituto Universitário de Lisboa, in un incontro organizzato nell’ambito del Dottorato di ricerca OPENSPACE – Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali. Zanin propone una riflessione su cosa significhi “fare arte” oggi: tra crisi ecologiche, fratture culturali e bisogni di riequilibrio.

Incontro con Marco Maria Zanin
Luogo: Santa Marta
Data: 16 maggio 2025
Ore : 11.00 - 13.00


“Cosa significa “fare arte” oggi, in un tempo attraversato da crisi ecologiche, fratture culturali e bisogni profondi di riparazione? In questo intervento, propongo una riflessione situata sulla mia pratica artistica, che si muove all’intersezione tra arti visive, antropologia e attivazione territoriale. Attraverso una selezione di progetti recenti – tra cui Parentele di Terra, É do Mundo e Acacia – esplorerò come il gesto artistico possa agire come dispositivo relazionale, generatore di senso, memoria e connessione. A partire da un’etica del fare ispirata all’antropologia del gesto e alla cura dei contesti, metterò in discussione l’idea di arte come oggetto e la riformulerò come processo incarnato, profondamente radicato nei luoghi e nelle comunità. Discuterò inoltre alcune tensioni metodologiche e scelte operative emerse nel dialogo con artigiani, musei, territori marginali e pratiche decoloniali, con l’obiettivo di condividere strumenti critici utili a chi, oggi, cerca di coniugare ricerca artistica e impegno trasformativo”. 

L'incontro è un’occasione per aprire domande e confronti con i dottorandi su come si possa oggi pensare e praticare l’arte come forma di ricerca capace di impatto reale e duraturo.


Marco Maria Zanin è nato a Padova nel 1983. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, in Relazioni Internazionali e un Master in Psicologia, ha sviluppato una carriera artistica internazionale esplorando miti e archetipi attraverso la relazione uomo-territorio-tempo. Dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA, vive tra Padova e São Paulo, dove ha fondato Humus Interdisciplinary Residence per promuovere scambi artistici nelle aree rurali del Veneto .


Tra laguna e mare – Workshop con Francesco Careri


L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee, nei giorni 11 e 12 maggio 2025 ospiterà l’incontro con l’architetto Francesco Careri.

 

Workshop di Francesco Careri
(Stalker / UniromaTre)

I partecipanti sperimenteranno l’esperienza del camminare come pratica estetica. L’invito è di camminare nella parte meridionale dell’isola di Pellestrina zigzagando ludicamente tra la laguna e il mare. Per i soli dottorandi, già il giorno seguente, si tenterà di presentare una veloce restituzione dell’esperienza, ognuno con i propri mezzi sia individualmente, che in piccoli gruppi che collettivamente. Si cercherà di prendere la città di sorpresa, in modo indiretto, laterale, ludico, non funzionale, attraversando Pellestrina alla ricerca di emozioni, di paesaggi, di luoghi e di storie di abitanti umani e non umani. Si camminerà seguendo alcune semplicissime regole: non si cammina nei marciapiedi né nell'asfalto; non si può mai tornare indietro; la proprietà privata è un tabù; chi perde tempo guadagna spazio. Per presentarsi all’intero gruppo è richiesto di venire con un proprio lavoro (oggetto fisico, foto stampata, video da tablet…), si possono portare materiali da installare, attrezzi da lavoro, strumenti musicali, ma soprattutto scarpe comode e forniti di pranzo al sacco e acqua. Eventualmente, se il tempo è buono, si può considerare anche un costume da bagno e l’asciugamano.
 

Francesco Careri è architetto, co-fondatore del laboratorio Stalker e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre dove è co-direttore Master Studi del Territorio / Environmental Humanities, ed è responsabile scientifico del Laboratorio di Città Corviale e del Laboratorio CIRCO. è autore di Walkscapes. Walking as an aesthetic practice, Barcellona 2002. (per approfondimenti https://articiviche.blogspot.com/)

 

Domenica 11 maggio
Ore 10.00 Appuntamento al Lido
Ore 10.19 Bus11 fino alla fermata Pellestrina Sant’Antonio
Ore 11.00 Camminata fino a Ca’ Roman (circa 5 km)
Ore 14.42 actv Caroman – Chioggia
Ore 15.28 pullman n 80 fino a Piazzale Roma
Ore 16.31 arrivo a P.le Roma
Postproduzione

 

Lunedi 12 maggio
Accademia di Belle Arti di Venezia
Sede Centrale, aula 28  
(riservato ai dottorandi)

Ore 9.30    - restituzione pubblica dell’esperienza e presentazione lavori
Ore 12.00 - lezione di Francesco Careri sul Camminare come pratica estetica
Ore 14.00 - pausa pranzo
Ore 15.00 - discussione finale
Ore 16.00 – fine lavori


Cultware e prospettive dell'iperintelligenza


Incontro con Cleomar Rocha
Luogo: su Microsoft Teams
Id.: 361 964 162 484
codice: kX9My2iQ
Data: martedì 13 maggio 2025
Ore: 14.00


L’Accademia di Belle Arti di Venezia ospita il prof. Cleomar Rocha (Università Federale di Goiás in Brasile), in un incontro on-line organizzato nell’ambito del Dottorato di ricerca OPENSPACE -Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee- presentato dalla coordinatrice del programma, prof.ssa Liliana Fracasso . La conferenza si terrà in spagnolo e inglese e si svolgerà su temi inerenti al cultware, smart cities e iperintelligenza: un’analisi sul rapporto dell’umanità con la tecnologia con focus sulla memoria, la sua esternalizzazione e il conseguente cambiamento dei processi cognitivi. L’evento nasce per esplorare l’impatto dell’IA e della cultura tecnologica sul futuro urbano e quello del singolo, tra sostituzione cognitiva affidata all’’IA e lo sviluppo culturale legato agli interessi tecnologici.


Cleomar Rocha è professore ordinario presso l’Università Federale di Goiás, in Brasile, dove coordina il Programma di Dottorato in Arti, Culture e Tecnologie, dirige il Media Lab/UFG e la rete Media Lab/Brasil. Ha svolto post-dottorati in Città Intelligenti (USP), Poetica Interdisciplinare (UFRJ), Studi Culturali (UFRJ) e Tecnologie dell’Intelligenza e Design Digitale (PUC-SP); è dottore in Comunicazione e Cultura Contemporanea (UFBA) e ha conseguito un master in Arte e Tecnologia dell’Immagine (UnB). È ricercatore di produttività del CNPq/Governo del Brasile.


Utopia, ricerca e innovazione dei linguaggi scultorei contemporanei


Incontro con Loris Cecchini

L’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del Dottorato di Ricerca OPENSPACE - Intersezioni multimediali fra arti visive e digitali con le produzioni imprenditoriali, le ricerche scientifiche e culturali contemporanee ospiterà l’incontro con Loris Cecchini: Utopia, ricerca e innovazione dei linguaggi scultorei contemporanei presentato dal Prof. Marco Tonelli

Accademia di Belle Arti di Venezia
Aula 2 Giudecca (Cantieri Crea)
Venerdì 4 aprile 2025 alle ore 11.30
Ingresso libero 

Loris Cecchini è uno degli artisti italiani più noto a livello internazionale nel campo della scultura installativa, site specific e di collocazione permanente presso spazi pubblici, tra cui biblioteche, aeroporti, osservatori, università, piazze, edifici polifunzionali. Per questo motivo il suo lavoro ha dovuto affrontare nel corso degli anni problemi legati alla resistenza dei materiali, alla progettazione, al rapporto tra scultura e architettura, tra spazio funzionale e intervento artistico, elaborando soluzioni estetiche a problemi formali e dinamici che gli hanno permesso di sviluppare linguaggi innovativi e allo stesso tempo strutturali.

Le sue opere sono un continuo dialogo tra progettazione e invenzione, tra avanzamento del linguaggio e rapporto con i processi tecnologici e industriali contemporanei, con interventi nel campo dell’utopia abitativa e del rapporto tra natura e tecnica in costante osmosi tra visione culturale e poetica e ricerca scientifica.


Loris Cecchini (Milano, 1969) ha esposto le sue opere in tutto il mondo con mostre personali in prestigiose istituzioni museali, tra cui Palazzo delle Papesse di Siena, il Palais de Tokio di Parigi, il Musée d'Art Moderne di Saint-Etienne Métropole, il MoMA P.S.1 di New York, lo Shanghai Duolun MoMA di Shanghai, Casal Solleric Museum di Palma di Maiorca, il Centro Galego de Arte Contemporanea a Santiago de Compostela, la Kunstverein di Heidelberg, il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano , il Fondaco dei Tedeschi di Venezia. La sua ultima mostra personale a Venezia si è tenuta presso Ca’ Rezzonico nel 2025.

Ha partecipato inoltre a numerose esposizioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Shanghai, la Quadriennale di Roma, la Biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia, la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, e a numerose mostre collettive in musei pubblici tra cui il Ludwig Museum di Colonia, il PAC di Milano, Palazzo Fourtuny a Venezia, il Macro Future a Roma, il MART di Rovereto, la Hayward Gallery di Londra, The Garage Centre for Contemporary Culture Moscow, Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Musée d’Art Contemporain di Lione, il MOCA di Shanghai, la Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino, il Voorlinden Museum in Olanda.

Sue installazioni permanenti si trovano in diversi spazi pubblici tra cui L’università di Roma Tre, l’Osservatorio Polifunzionale di Chianti a Barberino Tavernelle, il Sungang International Logistics Center di Shenzhen, il Teatro comunale dell’Aquila, l’Hanam Union Square a Seoul, Les Terrasses Du Port di Marseille, Villa Celle di Pistoia.


Art and Science: Visualizing Data in Creative Contexts


Incontro e workshop con Karla Schuch Brunet

Il 19 marzo 2025  in modalità on line si è tenuto con gli studenti del corso di Dottorato Open Space dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, il primo incontro con l’artista e ricercatrice Karla Schuch Brunet sui temi Art and Science: Visualizing Data in Creative Contexts. In una dinamica di workshop, sono stati presentati argomenti teorici e metodologici sulla visualizzazione di dati biofisici, oceanografici e costieri, in contesto creativo.

Il secondo incontro tra Karla Schuch Brunet e i dottorandi si è svolto il 31 marzo 2025 e sono state presentate e discusse le proposte artistiche concepite per visualizzare il fenomeno lagunare del livello della marea, osservato a Venezia, trasformato in dato e visualizzato.

Il workshop è stato organizzato dalla Prof.ssa Liliana Fracasso per il corso di Dottorato Open Space.


La professoressa Karla Schuch Brunet del Instituto de Humanidades, Artes e Ciências Professor Milton Santos (IHAC) Programa de Pós-Graduação em Artes Visuais della Universidade Federal da Bahia (UFBA),  è artista e ricercatrice, ha conseguito un dottorato di ricerca in Comunicazione audiovisiva (UPF – Barcellona, Spagna – CAPES Grant) e un Master in Arti visive (Academy of Art University – San Francisco, USA – CAPES Grant), ha partecipato a diverse mostre fotografiche e artistiche in Brasile, Europa, Medio Oriente, Nord e Sud America, dal 2009 al 2011, ha coordinato Labdebug.net, un media lab incentrato su donne e tecnologie libere, nel 2012 è stata la curatrice di FACMIL.
http://karlabru.net/
https://ecoarte.info/
https://im.ecoarte.info/
http://caminhar.ihac.ufba.br/
https://amazonas.ecoarte.info/

 

 


Comunità Costiera: memoria, osservazione e creazione sull’isola di Santa Catarina


Il 31 gennaio 2025 nel  IV Ciclo di Seminari Internazionale e Interdisciplinare Pratiche Artistiche Integrate e Patrimonio Territoriale, 2024-2025, Presenze ed Evanescenze Lagunari da Santa Marta (Venezia) e oltre che si svolge  presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sede Santa Marta, il prof. PhD  Evandro Fiorin  presenta una sessione di approfondimento e dibattito con gli studenti del corso di Dottorato Open Space.

La conferenza dal titolo "Comunità costiere: memoria, osservazione e creazione nell'isola di Santa Catarina" evoca alcuni ricordi delle vecchie aree portuali e dei terminali di carburante dismessi sull'isola di Santa Catarina, nel sud del Brasile. Attualmente molti di questi locali sono ridotti in rovina, ma si caratterizzano ancora per essere ricchi di cultura, proprio perché mantengono tracce conservate dell'originaria bio/geografia costiera e, soprattutto, perché ospitano villaggi di abitanti rivieraschi, pescatori e raccoglitori di molluschi. In queste comunità costiere noi abitiamo un territorio esistenziale con gli Altri: osserviamo, sperimentiamo e produciamo un repertorio cartografico del luogo; una pratica che verrà esposta e potrà essere applicata anche a Venezia. Uno sguardo accurato che proietta tra terra e mare, frutto di un laboratorio nomade di ricerca-creazione di paesaggi costieri.


Evadro Fiorin è coordinatore della ricerca sull'architettura e la città contemporanee, la percezione, gli usi e le rappresentazioni delle nuove spazialità, le pratiche erranti nell'insegnamento, la ricerca, la disseminazione e i progetti sperimentali nel Departamento de Arquitetura e Urbanismo -Centro Tecnológico, Universidade Federal de Santa Catarina- UFSC- (Brasile)

Architetto e Urbanista, Professore del Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Centro Tecnologico dell' Universidade Federal de Santa Catarina – UFSC, Brasile. Autore di libri nel campo del progetto, percezione e patrimonio. Dottorato di Ricerca in Progetto, Spazio e Cultura, presso la Faculdade de Arquitetura e Urbanismo da Universidade de São Paulo, Brasile; post-dottorato in Morfologie e Dinamica del Territorio, presso la Faculdade de Arquitectura da Universidade do Porto, Portugallo; stazione di ricerca presso il Departamento de Historia, Teoría y Composición Arquitectónica da Escola Técnica Superior de Arquitectura da Universidad de Sevilla, Spagna; Ho participato di attività in Laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, presso l'Università Roma Tre, a Roma, Italia.


Il tatuaggio, memoria e identità


Il 07 gennaio 2025 nel  IV Ciclo di Seminari Internazionale e Interdisciplinare Pratiche Artistiche Integrate e Patrimonio Territoriale, 2024-2025, Presenze ed Evanescenze Lagunari da Santa Marta (Venezia) e oltre  che si svolge  presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sede Santa Marta, la prof.ssa PhD  Diana Barcelata  presenta una sessione di approfondimento e dibattito  con gli studenti del corso di Dottorato Open Space sulla conferenza "Il tatuaggio, memoria e identità".


Barcelata Eguiarte
Professoressa e ricercatrice dell'UAM-X, Divisione di Scienze e Arti per il Design; Responsabile dell’Area Posgrado de CYAD Estética, Cultura y Semiótica del Diseño. Dipartimento di Teoria e Analisi Università Autonoma Metropolitana Unità Xochimilco, linea di ricerca “Pratiche estetiche, arte e patrimonio”. Ha conseguito il Master e il Dottorato in Scienze e Arti per il Design presso l'UAM Xochimilco, “Teoria e Storia Critica”. È specialista in Semiotica applicata agli Studi culturali. Campi di ricerca: Semiotica ed estetica, Processi di significazione dell'immagine, Studi sul patrimonio culturale.