Premio AVAPO VENEZIA
All’Accademia di Belle Arti di Venezia, nei giorni scorsi si è tenuta la cerimonia di premiazione del I Premio AVAPO VENEZIA, nato dall’ormai pluriennale collaborazione tra AVAPO VENEZIA, CHRISTIE’S Italia e l’Accademia di Belle Arti.
La giuria del Premio – composta da Bianca Arrivabene (Deputy Chairman, Christie’s Italy), Elisabetta Barisoni (Dirigente Area Musei Fondazione Musei Civici di Venezia), Cristina Beltrami (Storica dell’Arte e Curatrice), Riccardo Caldura (Direttore Accademia Belle Arti di Venezia), Mario Codognato (Direttore Berggruen Arts&Culture), Nicoletta Fiorucci (Patron and Collector), Manuela Lucà Dazio (Direttore del Pritzker Architecture Prize), Fabio Pacifico (Collezionista), Fabrizio Plessi (Artista), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Karole Vail (Direttrice della Peggy Guggenheim Collection) e Luca Zuccala (Direttore de Il Giornale dell’Arte) – ha riconosciuto il primo premio all’opera Innesto di Paola Cenati, per la sua forza espressiva, e la capacità di coniugare gli opposti con rara sensibilità estetica.
La sua visione trasforma l’esperienza artistica in un dialogo vivo tra oggetto di recupero e intervento artistico, tra memoria e contemporaneità. Nello specifico, il titolo Innesto fa riferimento a un termine impiegato sia per interventi chirurgici umani che per favorire l'evoluzione delle specie delle piante. Il significato della parola è proprio l'atto di unire due parti di piante diverse affinché diventino un unico individuo. E, per Paola Cenati, “l'innesto è anche la memoria delle esperienze che facciamo che in qualche modo prendono parte alla nostra vita innestandosi in noi stessi". Contestualmente alla premiazione è avvenuta anche l’assegnazione di riconoscimento ai nove finalisti che hanno partecipato al concorso, distinguendosi per la qualità del loro lavoro. Sono state inoltre conferite le borse di studio agli artisti del Conservatorio Benedetto Marcello e agli studenti dello I.U.A.V. che da anni partecipano generosamente all’Asta AVAPO VENEZIA.
Il Premio AVAPO VENEZIA nasce nel 2025, dopo una pluriennale collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Venezia, AVAPO Venezia e Christie’s Italia nell’offrire l’opportunità agli studenti dell’Accademia di partecipare a una selezione per poter presentare le proprie opere in un’asta benefica con scadenza annuale e che ha come unica finalità la raccolta di fondi per sostenere una rete di volontari che assistono persone affette da patologie oncologiche e supportano le loro famiglie nei momenti più difficili. È convinzione di tutti che, con la creazione di un Premio sostenuto da una giuria di spessore internazionale, si possa dare ancora maggior spazio e importanza a questa sezione dell’asta, valorizzando al contempo i giovani talenti che hanno scelto Venezia per la loro formazione artistica.
Paola Cenati (2000), si diploma al Liceo Artistico Manzù di Bergamo nel 2018. Nel 2019 si iscrive all’ Accademia di Belle Arti di Venezia dove frequenta il corso di Scultura sotto la guida di Aron Demetz e Mario Airò. Nell’anno accademico 2022-2023 ottiene una borsa di studio Erasmus e frequenta il corso di Hans Schabus nel dipartimento di “Scultura e spazio” dell’Universität für die Angewandte kunst di Vienna.
Segue il biennio specialistico in Scultura con Giorgio Andreotta Calò del quale è stata assistente. Vive e lavora a Venezia e dopo il diploma presso l’Accademia veneziana, Paola Cenati è oggi una delle borsiste del programma di Residenze d’artista presso la Fondazione Bevilacqua La Masa. La sua pratica artistica indaga i campi della scultura e dell’installazione coinvolgendo sovente elementi di scarto poiché, come ella stessa afferma: “Mi affascina molto la potenzialità dell'elemento abbandonato a cui solitamente non viene posta attenzione. Trovo una connessione tra psicologia interna e oggetti che per la maggior parte delle persone sono superflui. La semplicità delle forme naturali in realtà raccoglie numerose sfaccettature e meccanismi naturali interni alla crescita degli elementi.”