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 Accademia di Belle Arti Venezia


Proiezione film - Soldato Peter

Lunedì 7 aprile, ore 14.30
Sede centrale, ​Aula Magna

con la presenza di Gianfilippo Pedote, coautore e coregista del film
Incontro a cura del prof. Elvio Annese

Soldato Peter è una produzione veneta di Jolefilm (Padova). L’opera è girata prevalentemente sull’Altopiano di Asiago e nelle trincee della prima guerra mondiale. La lettura del paesaggio, anche con immagini dal taglio documentario, lo smarrimento del protagonista in una natura smisurata, e a tratti misteriosa, sono elementi portanti per un’opera che diventa sperimentazione visiva e sonora. Immagini documentarie, scene di fiction, sequenze di disegno animato dal vivo, inserti realizzati con pellicola Super 8 in Ungheria per raccontare i ricordi, uso di sonorità non solo descrittive ma intensamente evocative, costituiscono un’ibridazione tra pratiche artistiche differenti. Soldato Peter, più che una narrazione in senso tradizionale è un’opera immersiva. La presenza di Gianfilippo Pedote, coautore e coregista del film, permetterà di approfondire tematiche e aspetti specifici legati all’operare artistico oggi.
 


 

Soldato Peter
di Gianfilippo Pedote e Giliano Carli

1918, poco prima della fine della Grande Guerra. Un soldato austriaco oltrepassa lo sbarramento delle linee italiane e fugge. È molto giovane, solo, spaventato. Nel suo percorso in quella terra nemica, così simile alla sua, i pensieri della terribile esperienza sul fronte si alternano ai ricordi d’infanzia. Lungo il cammino la morte lo prende e lo rimette nel flusso della natura, a cui ha sempre sentito di appartenere. Ispirato a un soldato ungherese realmente esistito. Si chiamava Peter Pan.

Il film, prevalentemente girato sull’Altipiano di Asiago, è un canto sommesso contro la guerra, quella guerra che sembra scaturire dallo stesso pensiero onnipotente e tecnofilo che ha portato l’uomo a considerare la natura come qualcosa di estraneo e distante da sé, un’entità da sfruttare per trarne un beneficio, economico in primo luogo, fino a creare le condizioni per rendere incerta la nostra stessa sopravvivenza sulla Terra. Guerra e disastro ambientale sono frutti velenosi di uno stesso pensiero.

Il film sceglie la via del racconto fantastico per mettere in discussione la guerra e il suo intrinseco legame con le ideologie e il pensiero dominanti. Protagonista è un candido soldato che diffida del mondo degli ‘adulti’. D’altra parte anche nella realtà si ha simpatia per il soldato Peter Pan, sepolto nel sacrario del Monte Grappa: di lui poco si sa ma la sua tomba è oggetto di un continuo tributo di fiori, unico segno di speranza in quel luogo di giovani che la guerra ha strappato alla vita. Il soldato Peter è come un elfo dei boschi, è un giovane pastore che gli uomini della guerra sono venuti a prendere per portarlo a combattere in nome di qualcosa che non gli appartiene e non capisce.

Gli basta poco per pensare ad altro e così si lascia andare alla natura che gli è così familiare, oppure ricorda i momenti felici della sua infanzia con l’amico Maty (girati in Super8), o si abbandona alle sue fantasie (con i bellissimi ‘live painting’ di Cosimo Miorelli), che lo portano a immaginare la guerra come un drago meccanico che lancia la sua sfida finale a un Re che assomiglia al mitologico dio Pan.

Peter teme quella figura panica ma la rispetta, perché sente di appartenere al suo regno e non a quello del drago tecnologico che è il regno degli uomini ‘adulti’.