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 Accademia di Belle Arti Venezia


Una mostra e una giornata di studi dedicate a Cesco Magnolato

Il 22 ottobre l’Aula Magna e la Biblioteca ospitano Cesco Magnolato. La luce che non muore. Incisioni e dipinti, un progetto dedicato all’artista, per molti anni docente di Tecniche dell’Incisione in Accademia, e alla sua eredità, che proseguirà a Oderzo in tre sedi espositive

Un progetto dedicato alla memoria artistica e didattica di Cesco Magnolato (1926-2022), incisore e protagonista della grafica d’arte del Novecento, coinvolge l’Accademia di Belle Arti di Venezia in un percorso di approfondimento e riscoperta della sua opera. Magnolato si formò infatti a Venezia, frequentando prima il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti, dove studiò pittura con Guido Cadorin e incisione con Giovanni Giuliani. Proprio all’Accademia veneziana sviluppò anche una lunga attività didattica: dal 1952 al 1984 insegnò Tecniche dell’Incisione, dapprima come assistente di Giuliani e successivamente come titolare della cattedra, con una breve parentesi nel 1980 all’Accademia di Brera a Milano.

Per ricordarlo, giovedì 22 ottobre 2026, la Biblioteca dell’Accademia - utilizzata per la prima volta come spazio espositivo, offrendo l’occasione di valorizzare il patrimonio storico dell’istituzione - ospita Cesco Magnolato. La luce che non muore. Incisioni e dipinti, un’iniziativa che riunisce una giornata di studi e una mostra, promossa dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, dalla Fondazione Oderzo Cultura, da Ca’ Lozzio Incontri e dal Museo del Duomo di Oderzo.

Alle 14.30 prenderà il via la giornata di studi, con i saluti istituzionali del presidente dell’Accademia Michele Casarin e del direttore Riccardo Caldura, moderata da Evelina Piera Zanon, direttrice della Biblioteca. Interverranno poi Lorena Gava, con un contributo dedicato a Magnolato artista incisore e alla sua biografia artistica; Gianfranco Quaresimin, che approfondirà il rapporto tra l’artista, il bianco e nero, l’Associazione Incisori Veneti e la Biennale di Venezia; e i docenti Diana Ferrara, Paolo Fraternali e Mauro Zocchetta, che ne ricorderanno l’attività di docente di Tecniche dell’Incisione. È inoltre previsto un saluto della famiglia Magnolato. La giornata si concluderà alle 16 con l’inaugurazione della mostra.

L’esposizione, curata dalla Scuola di Grafica d’Arte e dall’Archivio e Fondo Storico dell’Accademia con l’allestimento di Mauro Zocchetta e Stefano Mancini, presenterà 21 incisioni e alcune matrici provenienti dal Fondo AIV, conservato all’Accademia. La mostra sarà visitabile dal 22 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

Il progetto proseguirà poi a Oderzo, dove le opere di Magnolato saranno presentate in tre sedi: Palazzo Foscolo, con un percorso dedicato agli esordi, alle finestre, agli esodi e al lavoro nei campi; Ca’ Lozzio, con una selezione di temi principali, capricci e improvvisazioni; e il Museo del Duomo di Oderzo, con opere dedicate al sacro, alla Via Crucis e alla figura di Cristo.

Attraverso la collaborazione tra istituzioni culturali e luoghi legati alla formazione artistica, Cesco Magnolato. La luce che non muore. Incisioni e dipinti propone un percorso articolato tra incisione, pittura, ricerca artistica e memoria. La mostra e la giornata di studi rappresentano un’occasione per approfondire la figura dell’artista, il suo contributo alla grafica d’arte e il suo ruolo nella storia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, mettendo in relazione il patrimonio conservato dall’istituzione con una più ampia riscoperta della sua opera.


Biografia

Nato a Noventa di Piave il 22 ottobre 1926 e cresciuto a San Donà di Piave, Cesco Magnolato è stato pittore, incisore e docente. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Venezia, si formò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò pittura con Guido Cadorin e incisione con Giovanni Giuliani. Dal 1952 insegnò nella stessa Accademia, dapprima come assistente di Giuliani e successivamente come titolare della cattedra di Incisione; nel 1980 ebbe una breve esperienza didattica all’Accademia di Brera e, rientrato a Venezia, proseguì l’insegnamento fino al 1984. Nel 1954 ottenne il primo premio per l’incisione alla Biennale di Venezia. Nel corso di una lunga attività espositiva in Italia e all’estero, sviluppò una ricerca pittorica e grafica fortemente legata al paesaggio, al lavoro, alla memoria e alle figure del territorio del Basso Piave, costruendo un linguaggio personale nel quale il segno incisorio e la forza del colore assumono un ruolo centrale.