×

 Accademia di Belle Arti Venezia


Workshop Ricucire | ViaItria: le immagini

Un progetto di ricerca e formazione a cura dello Studio Giorgio Andreotta Calò, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, nell’ambito di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

A Gibellina, città profondamente segnata dal terremoto del Belice e dalla successiva trasformazione attraverso l’arte contemporanea, ha preso forma “Ricucire”, un laboratorio didattico e un’azione collettiva che intrecciano memoria, territorio, rito e pratiche artistiche contemporanee.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha coinvolto gli studenti nella realizzazione di un prisente, il grande drappo cerimoniale tradizionalmente portato in processione durante le celebrazioni di San Rocco. Coordinati dal docente e artista Giorgio Andreotta Calò e dal suo studio, con Edoardo Spata, gli studenti hanno lavorato a Gibellina Nuova per la realizzazione dell’artefatto, sperimentando pratiche di ricamo e lavorazione tessile.

Il prisente diventa così il fulcro di un percorso che guarda alla tradizione locale attraverso una prospettiva contemporanea. Sulla sua superficie viene ricamata, attraverso un filo rosso, la linea geografica che collega Gibellina Nuova alle macerie dell’antica Gibellina, oggi attraversate dal Grande Cretto di Alberto Burri. Un segno che diventa metafora di un territorio da ricucire e, insieme, traccia concreta di un viaggio.

Il riferimento al Grande Cretto è centrale nel progetto: l’opera realizzata da Burri per commemorare la città distrutta dal terremoto del 1968 viene riletta come luogo della memoria e come spazio da attraversare. Il 15 agosto, alla vigilia della festa di San Rocco, i partecipanti sono partiti dalla Chiesa Madre progettata da Ludovico Quaroni e hanno raggiunto a piedi il Cretto, dove hanno trascorso la notte per poi fare ritorno a Gibellina all’alba del 16 agosto.

Il cammino assume una dimensione rituale e simbolica. Il filo rosso che attraversa il prisente richiama il mito di Arianna, mentre il Grande Cretto viene interpretato come un labirinto: il viaggio verso l’epicentro del trauma e il successivo ritorno alla Chiesa Madre costruiscono un movimento circolare, nel quale memoria e trasformazione si incontrano. Il prisente, inoltre, durante la notte al Cretto, diventa una sorta di riparo e spazio abitabile, assumendo temporaneamente la funzione di una casa.

L’azione, conclusa il 16 agosto, ha visto la partecipazione del gruppo alle celebrazioni di San Rocco e la processione del prisente attraverso la città. Al termine, secondo la tradizione del progetto, l’artefatto è stato donato alla comunità di Gibellina Nuova.

“Ricucire” si inserisce dunque nel programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 come un’esperienza in cui formazione artistica, ricerca e partecipazione si incontrano. Un progetto che affida agli studenti dell’Accademia un ruolo attivo nella costruzione di un’opera e di un rito contemporaneo, mettendo in relazione il patrimonio della tradizione locale con la storia dell’arte e con la memoria di un territorio profondamente trasformato dall’arte.